
L’arrampicata in palestra e in ambiente naturale è uno sport emergente, dalle caratteristiche straordinarie.
Il movimento istintivo che riprende i gesti con i quali l’uomo scopre orizzonti nuovi racchiude in sé una magia che non manca di sorprendere chi si avvicina a questo sport.
I giovani ne rimangono immediatamente affascinati: arrampicare rafforza il fisico e l’autostima, insegna a confrontarsi con le proprie paure e i propri limiti sperimentando le capacità e le soluzioni personali a problemi generali.
Trasmette l’amore per la natura e costruisce l’amicizia che si rafforza nei momenti di maggiore difficoltà; infrange, come per miracolo, le difficoltà relazionali
In generale, quest’ultima è una delle caratteristiche più importanti dello sport, ciò che rende così importante incentivarne la pratica presso i giovanissimi.
Il progetto si pone l’obiettivo di avviare all’arrampicata ragazze e ragazzi non vedenti e ipovedenti, ai quali si affiancano coetanei “normodotati” che, oltre all’arrampicata, imparano il valore dell’integrazione e la gestione delle relazioni con ragazzi disabili.
In gergo tecnico, l’espressione “a vista” (on sight) si usa quando un itinerario o “via” viene percorso dall’inizio alla fine, senza averlo mai visto prima e senza momenti di riposo (resting) intermedi.
Il titolo del progetto è provocatorio: come fa un giovane atleta non vedente a percorrere a vista una via in palestra o di montagna? Come fa a trovare la presa o l’appoggio ideali per procedere verso l’alto? Come avviene l’apprendimento tecnico in mancanza del potente meccanismo dell’imitazione visiva?
Le risposte a queste domande sono l’obiettivo del progetto “a vista” con il quale la nostra Fondazione desidera fornire l’occasione di far nascere, soprattutto nei giovanissimi, la passione per questo sport i cui valori li accompagneranno per tutta la vita.
Presentazione completa del progetto.
Progetto realizzato in collaborazione con

"Nuovi orizzonti"




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